- VIDEOARTE: Definire cosa è videoarte e cosa la compone è un processo complesso, questo perché è una forma dio espressione artistica multiforme che ha abbracciato negli anni “diversi media e differenti modalità di presentazione delle opere, con altrettante varietà di approcci estetici e stilistici.” Come prima discriminante potremmo dire che la videoarte nasca dal video e dall’immagine in movimento, dall’intersecarsi delle nuove tecnologie con l’arte. In principio, nel 1839, questa necessità di fermare porzioni di immagini in movimento si è tradotta nella tecnologia con la creazione della fotografia, grazie alla quale è stato possibile inquadrare e catturare “una porzione di realtà e fissarla su di un supporto”, ma bisognerà aspettare il 1895 per poter vedere nascere il cinema, anche se inizialmente privato dell’aspetto sonoro e dei colori. Contemporaneamente nasceva anche la radio. Due medium speculari, come ha sottolineato Sandra Lischi, uno privato del suono, l’altro delle immagini. A differenziarli ulteriormente la dimensione nella quale si affermano: da una parte il cinema, con una lavorazione lunga e meticolosa (per via della pellicola) visibile inizialmente solo nelle sale, dall’altra la radio che si inserisce subito all’interno della sfera domestica, del quotidiano, della presa in diretta. Per la televisione bisognerà aspettare il 1920-1930 per le prime sperimentazioni e ancora un altro ventennio per la sua affermazione in Europa. Sarà proprio questo medium ad affermarsi come l’unione tra il cinema (immagini in movimento) e la radio (sonoro e presa in diretta), inserendosi sin dal principio all’interno delle mura domestiche e nella quotidianità. Un mezzo che fin da principio è stato ampiamente criticato e contestato ma che non è stato esente neanch’esso da sperimentazioni artistiche.
- TRANSFEMMINISMO: Parliamo sempre di femminismo ma il transfemminismo specifica e richiede un superamento del corpo donna in quanto tale. Non si lotta solo per il diritto della donna biologica e non in quanto tale (diversificazione dal separatismo), ma il trasnfemminismo richiede la parità di diritti per tutte le persone, di tutti i corpi in ogni ambito. Per questo, ad oggi, parliamo anche di intersezionalità quando nominiamo il transfemminismo. La lotta sarà trasnfemminista o non sarà!
- ECOTRANSFEMMINISMO: è un’ecologia situata che parte dal transfemminismo come motore del mondo, non per una natura o un’essenza che ci rende propense alla cura e al materno, ma perché le nostre teorie, pratiche e relazioni puntano a demolirla questa casa del padrone, e non a cambiarla, come insegna Audre Lorde. Perché il transfemminismo assume la costruzione di alleanze a partire dalle soggettività ai punti massimi di intersezione delle oppressioni del capitale: se siamo in grado di riconoscere che non siamo tuttə uguali a partire dai privilegi e le oppressioni iscritte nel nostro corpo, e che il capitalismo utilizza la classe, il genere, la razza come gerarchie multiple per dividere, dominare e sfruttare i corpi e i territori, allora possiamo immaginare e praticare altri futuri possibili. l’ecotransfemminismo deve assumere necessariamente le prospettive decoloniali, con spazi di parola e posizioni di ascolto respons-abili, costruiti a partire dai saperi e le pratiche dei femminismi indigeni e comunitari. Rompere la colonialità, costruire mondi: non per la proprietà, ma per la ridistribuzione e la socializzazione delle risorse; non per lo sfruttamento, ma per relazioni altre e parentele; non per la produzione di morte, ma per modi altri di con-vivere e vivere e morire bene.
- Tratto da https://not.neroeditions.com/archive/il-femminismo-o-la-morte/ – Gabrielle Palermo
- QUEERNESS: Parola ampia, detta anche termine ombrello (come quando pensiamo alla parola trans) Con queerness intendiamo un’identità sessuale o un’identità di genere diversa dalle idee tradizionali su sesso e genere, ad esempio se qualcuno è non binario, bisessuale o transgender. Tutto ciò che “travia” (Mario Mieli) la norma dominante, che nello stato attuale delle cose, rimane e si conferma quella eterosessuale. Performare un’identità di genere differente, riconoscersi in ciò che non è racchiuso all’interno delle cateogorie biologiche maschio o femmina.
- CYBERFEMMINISMO: Parliamo sempre di femminismo ma di una branchia che nasce e si sviluppa verso la fine degli anni ’90, nel massimo momento di diffusione del cyberpunk. Il cyberfemminismo rappresentava un nuovo modo del femminismo che andava oltre la teoria della differenza sessuale. Il cyborg viene usato come un modello e una metafora, una modalità di oltrepassare un binomio biologico troppo stretto, troppo limitante.
- A Manifesto for Cyborgs: Donna Haraway riunisce una serie di risposte filosofiche che smembrano le questioni legate alle nuove tecnologie e identifica un nuovo femminismo. Sostenendo che l’assottigliamento dei confini tra uomo e macchina alla fine renderà le categorie di femminile e maschile obsolete, contempla il ”sogno utopico per la speranza di un mondo mostruoso senza genere” (Kira Hall, cyberfeminism)
